tempo e fretta 1

in bozza.. a voi le interpretazioni o conclusioni :D

Viviamo in un’epoca dove il tempo sembra sempre poco, la verità è che il tempo c’è e non lo vediamo perché sempre sopraffatti dall’idea che dobbiamo essere sempre produttivi. Calcoliamo le giornate in numero di call o obiettivi raggiunti, la performance e la produttività guidano e direzionano le nostre giornate. Questo ambiente, più o meno inconsciamente, ci porta a misurare ogni momento di pausa come uno spreco di tempo: non siamo piú abituati a riflettere, ad ascoltarci, a meditare: c’é un ansia invisible ma sempre presente che che ci impedisce di godere il presente. Per sopraffare quest’ansia, allo stesso modo in cui ci consumiamo dei beni materiali, consumiamo il tempo sempre alla ricerca di qualcos’altro, sempre alla ricerca di qualcosa che ci possa dare di più, la mentalità del consumismo si é trasportata anche nel tempo ed accumuliamo impegni come accumuliamo oggetti, impegni importanti (o la quantità di questi) sono uno status, come lo é un orologio di marca. (“si ecco oggi ho una call con il capo di X)(ma fanculo la call)

Paradossalmente, la fretta di raggiungere gli obiettivi spesso ci allontana da essi. Come un fiume non può essere forzato a scorrere in una direzione diversa, lo stesso vale per noi ed i nostri obiettivi, la comprensione di ciò che vogliamo/siamo richiedere riflessione, le competenze e la tecnica si costruiscono con il tempo, lo stile, pure.

Dobbiamo cambiare il nostro rapporto con il tempo e con gli obiettivi, il successo non dev’essere più misurato in termini di “performance”, (da capire come..? proposta:), piuttosto in qualità di espressione di sé (mmm suona bene, da approfondire questo concetto), il tempo c’è, ed è dalla nostra parte se solo impariamo a rispettarlo anziché combatterlo.