manifesto per il futuro 2: una nuova prima definizione di lavoro
una nuova prima definizione di lavoro (primissima, in sviluppo)
In un’epoca di ricerca della perfomance, emerge il bisogno di ridefinire il senso stesso del nostro lavoro. Immagino la parola “lavoro” intesa in una maniera differente, la immagino piú e correlata ad “espressione” piuttosto che “performance/produzione”, vorrei che fosse un connubio tra collaborazione e unione piú che delegazione e uniformazione: un momento in cui le persone (e le loro abilitá creative) siano in grado di co-operare e co-creare attraverso una comunicazione limpida e trasparente. La comunicazione trasparente e sincera é uno delle chiavi per un nuovo lavoro collaborativo, la comunicazione trasparente ammette dubbi, preoccupazioni e necessitá di imparare ad ascoltare ed empatia per funzionare. Ognuno é coinvolto nel lavoro perché ognuno si fida del lavoro degli altri innescando le loro potenzialitá, le opportunitá sono terreno fertile per coltivare sé stessi, piú che per “fare carriera”. Il lavoro diventa arricchimento reciproco invece che competizione. Le gerarchie, se cosí vogliamo ancora chiamarle, anziche piramidali diventaranno sferiche, ognuno attingerá da chi ritene piú opportuno per un determinato settore, la gerarchia crollerá in cambio di un sistema basato competenze e fiducia nelle persone, il filo rosso che unisce é la trasparanza. (anzi scrivendo questo testo mi sono accorto che esistono giá sistemi nuovi chiamati “a reti” che rispecchiano le idee che ho descritto) Attenzione, ho citato la parola “competenze”, che é un termine associato al mondo lavorativo attuale, voglio quindi spiegare cosa intendo. Le competenze sono un termine tendenzialmente positivo, se ho delle competenze, significa che sono affidabile a fare una determinata cosa. Il termine “competenze” diventa negativo quando la persona viene abusata. Non é la competenza peró ad abusare la persona, piuttosto il team e la mala-gestione della “risorsa”. Quest’ultimo termine evidenzia l’associazione persona=competenza, e proprio in questo contesto la parola “competenza” assume una connotazione negativa. La persona non può essere definita solo dalle sue competenze, poiché ciò la limiterebbe nella sua crescita, incatenandola a ciò che sa fare senza darle la possibilità di svilupparsi pienamente. In altre parole, è essenziale riconoscere il valore delle competenze, senza però trascurare l’importanza della persona nella sua interezza, offrendo così opportunità di crescita e sviluppo oltre le abilità già acquisite, garantendo anche la libertà individuale, libertá che é garantita dalla pianificazione e l’organizzazione tra i singoli; questi sono concetti fondamentali per raggiungere obiettivi comuni, permettendo a ciascuno di mantenere il controllo sul proprio tempo. Solo attraverso una pianificazione adeguata, infatti, possiamo lavorare insieme, anche se distanti nel tempo e nello spazio (liberi quindi nel tempo e nello spazio).
iniziato di scrivere:2024-07-27T19:35:28+02:00 pubblicato: 2024-10-20T23:41:48+45:00 concluso e finalizzato: 2025-01-22T00:17:18+52:00