regola dei venti minuti
dai, ammettiamolo: quando decidiamo di iniziare qualcosa di nuovo, partiamo sempre in quarta. “Da domani mi alleno due ore al giorno!” e poi? Due problemi enormi:
- Due ore? chi ha tutto questo tempo ogni giorno?
- Partiamo gasatissimi, duriamo una settimana, e poi ciao - tutto finito.
Ed è qui che entra in gioco “la regola dei venti minuti”, una soluzione che ho testato su me stesso ed ho -adesso- nominato in quel modo. Perché venti? Perché sono una cifra che non fa paura. Non sono due ore. Sono solo venti minuti. Chiunque può trovare venti minuti. E qui viene il bello: se non riesci a trovare nemmeno venti minuti, almeno sei onesto con te stesso - non è questione di tempo, semplicemente non ti interessa abbastanza. Il processo dovrebbe essere più o meno questo:
- Scegli l’attività che vuoi inserire nella tua vita
- Dedicaci SOLO venti minuti
- Fallo con costanza
- Lascia che diventi parte della tua routine
Il momento magico arriva quando un giorno salti i tuoi venti minuti e pensi “cazzo, oggi non l’ho fatto”. Ecco, quando arrivi a questo punto, hai vinto. L’abitudine si è formata. Solo dopo che questi venti minuti sono diventati sacri, solo allora puoi pensare se:
- Ti piace così tanto da volerci dedicare più tempo
- Ti basta così perché ti fa stare bene (tipo correre per la salute)
- Vuoi aumentare gradualmente
Non è una questione di imposizione. È una questione di costruire, mattone dopo mattone, un’abitudine che nessuno potrà più portarti via. Leggi questi concetti e pensi “è vero”. Li rileggi e dici “cazzo, è proprio vero!”. Perché non stiamo parlando di teorie astratte, ma di come funzioniamo davvero noi esseri umani. Leggi archivio e pensi é vero, leggi archivio e dici cazzo é vero. Archivio é tempo per se stessi. Non voglio imporre niente. Vorrei solo che le persone dedicassero più tempo a se stesse. È difficile, lo so bene. Ma possiamo provarci insieme, venti minuti alla volta.