regola dei venti minuti

dai, ammettiamolo: quando decidiamo di iniziare qualcosa di nuovo, partiamo sempre in quarta. “Da domani mi alleno due ore al giorno!” e poi? Due problemi enormi:

  1. Due ore? chi ha tutto questo tempo ogni giorno?
  2. Partiamo gasatissimi, duriamo una settimana, e poi ciao - tutto finito.

Ed è qui che entra in gioco “la regola dei venti minuti”, una soluzione che ho testato su me stesso ed ho -adesso- nominato in quel modo. Perché venti? Perché sono una cifra che non fa paura. Non sono due ore. Sono solo venti minuti. Chiunque può trovare venti minuti. E qui viene il bello: se non riesci a trovare nemmeno venti minuti, almeno sei onesto con te stesso - non è questione di tempo, semplicemente non ti interessa abbastanza. Il processo dovrebbe essere più o meno questo:

  1. Scegli l’attività che vuoi inserire nella tua vita
  2. Dedicaci SOLO venti minuti
  3. Fallo con costanza
  4. Lascia che diventi parte della tua routine

Il momento magico arriva quando un giorno salti i tuoi venti minuti e pensi “cazzo, oggi non l’ho fatto”. Ecco, quando arrivi a questo punto, hai vinto. L’abitudine si è formata. Solo dopo che questi venti minuti sono diventati sacri, solo allora puoi pensare se:

  • Ti piace così tanto da volerci dedicare più tempo
  • Ti basta così perché ti fa stare bene (tipo correre per la salute)
  • Vuoi aumentare gradualmente

Non è una questione di imposizione. È una questione di costruire, mattone dopo mattone, un’abitudine che nessuno potrà più portarti via. Leggi questi concetti e pensi “è vero”. Li rileggi e dici “cazzo, è proprio vero!”. Perché non stiamo parlando di teorie astratte, ma di come funzioniamo davvero noi esseri umani. Leggi archivio e pensi é vero, leggi archivio e dici cazzo é vero. Archivio é tempo per se stessi. Non voglio imporre niente. Vorrei solo che le persone dedicassero più tempo a se stesse. È difficile, lo so bene. Ma possiamo provarci insieme, venti minuti alla volta.